foto credit: SSC Bari // Domenico Bari
Un pareggio che sa di resa anticipata e lascia l’amaro in bocca. Il Bari torna dalla trasferta con un punto in tasca dopo aver scelto, fondamentalmente, di “non farsi male”, ma la sensazione generale è che la strada per la promozione diretta sia del tutto un’altra cosa. La prestazione offerta dai biancorossi è apparsa a tratti scialba, priva di quell’energia e di quelle idee necessarie per dominare il campionato e imporre il proprio gioco.
Invece di vedere una squadra arrembante, capace di azzannare il match e guidare la partita, si è assistito al consueto copione di sofferenza e reazione disordinata. Il risultato finale muove appena la classifica, ma dal punto di vista del gioco e delle ambizioni d’alta quota lascia enormi perplessità.
A fine gara, il mister ha analizzato le difficoltà incontrate dalla squadra, evidenziando come la fisicità degli avversari abbia messo a dura prova la tenuta difensiva e tattica del Bari:
“Sapevamo che sarebbe stata una gara fisica. Loro hanno giocato tantissimo sulle seconde palle, con attaccanti velocissimi ma anche molto bravi a proteggere il pallone. Quando iniziavamo la pressione, cercavano subito la palla lunga. Dietro abbiamo fatto veramente una grande gara. Peccato aver subito gol all’inizio del secondo tempo, quando ci eravamo sistemati in maniera diversa proprio per avere maggiore fisicità e peso davanti. Siamo stati bravi a non demoralizzarci e a riprendere in mano la partita. Alla fine considero il punto molto meritato”.
Il tecnico ha poi proseguito sottolineando i problemi di manovra e le risposte dei singoli:
“Abbiamo sofferto la loro fisicità e abbiamo cercato di cambiare un po’ la nostra struttura per avere superiorità. Quando siamo riusciti a farlo con tranquillità, abbiamo trovato anche le soluzioni per uscire dalla pressione. Non era semplice, perché bisogna riconoscere i meriti dell’avversario, che ha pressato molto bene e ci ha messo in difficoltà soprattutto con le palle lunghe. L’importante è che non siamo usciti dalla partita. Dopo essere andati sotto, i ragazzi hanno dimostrato grande carattere. Riprendere una gara contro una squadra in queste condizioni non era semplice”.
“Cocetta credo abbia fatto una grandissima gara, come era già successo contro il Sorrento e a Picerno. È la dimostrazione che si tratta di un ragazzo molto utile, bravo quando viene impiegato da centrale ma anche da difensore esterno. Gomez e Prisco sono entrati benissimo, così como Burgio e Celli nel finale”.
“Prisco ha fatto secondo me una gara ottima. È entrato con il piglio giusto, con qualità, dando geometrie e determinazione. Purtroppo avevamo un piccolo problema con Cerofolini e ho dovuto aspettare fino alla fine per effettuare gli ultimi cambi, perché temevo di dover sostituire anche lui. Dovevo valutare la sua situazione e per questo non ho potuto fare altre sostituzioni”.
Partita di grande carattere? C’è molto da rivedere: le responsabilità di Rastelli
Nonostante il mister parli di una gara di reazione e grande carattere, la realtà del terreno di gioco racconta tutta un’altra storia. Far passare per un’impresa un pareggio agguantato con i denti significa abbassare pericolosamente l’asticella delle ambizioni.
Le critiche non possono che concentrirsi sulla gestione dell’allenatore Rastelli. In questo Bari non si vede nulla: manca un’identità di gioco chiara, mancano trame offensive fluide e la squadra sembra continuamente balbettare di fronte al minimo accenno di pressione avversaria.
Affidarsi esclusivamente agli episodi o alla reazione d’orgoglio dopo essere andati sotto non è una strategia sostenibile per chi punta al vertice. La gestione dei cambi, le letture tattiche in corsa e l’incapacità di dare un’impronta moderna e dominante alla rosa mettono il tecnico sul banco degli imputati. Se l’obiettivo resta la promozione, questo atteggiamento rinunciatario e la totale assenza di un’idea di gioco strutturata rischiano di trasformare la stagione nell’ennesima occasione sprecata.
L’enigma Esposito: da risorsa a oggetto misterioso sparito dai radar
Ad appesantire il quadro di un attacco privo di spunti e imprevedibilità c’è anche il caso legato a Esposito. Un giocatore dalle qualità indiscutibili, capace di accendere la luce negli ultimi trenta metri, è letteralmente sparito dai radar.
Che si tratti di scelte tattiche, di una condizione fisica non ottimale o di un feeling mai del tutto sbocciato, il suo mancato impiego (o il suo apporto ormai marginale) rappresenta un vero e proprio spreco. In una squadra che fatica enormemente a creare palle gol e a trovare la via della rete con continuità, fare a meno del talento e delle giocate di Esposito appare come un lusso che questo Bari non può assolutamente permettersi.