
Al San Nicola, nella ormai consueta cornice di pubblico spettrale — un dato che dovrebbe far riflettere — va in scena Bari-Giugliano.
Una partita che nascondeva comunque qualche insidia, soprattutto alla luce della clamorosa rimonta subita dal Bari a Salerno negli ultimi dieci minuti, quando la gara sembrava ormai saldamente nelle mani dei biancorossi.
Il Giugliano, con tutto il rispetto, si dimostra fin dalle prime battute una delle squadre più modeste viste recentemente calcare il prato del San Nicola, senza mai dare l’impressione di poter realmente impensierire la formazione di casa.
Il Bari, dal canto suo, sblocca rapidamente il risultato con il solito Butić, ormai chiamato a reggere praticamente da solo il peso dell’attacco biancorosso. Il raddoppio potrebbe arrivare già nel primo tempo: ancora Butić lascia partire una gran botta dalla distanza che si stampa sulla traversa. Sulla ribattuta, Tribuzzi si ritrova a porta praticamente vuota, ma incredibilmente spedisce il pallone alto, divorandosi una rete che sembrava già fatta.
L’esterno biancorosso ha però modo di riscattarsi poco dopo, servendo a Maggiore un cross che il centrocampista trasforma nel gol del 2-0, firmando la sua quarta rete stagionale. Se dovesse mantenere questo ritmo, la doppia cifra potrebbe non essere un’utopia.
La ripresa è decisamente più noiosa. Il Bari avrebbe diverse occasioni per affondare e rendere il risultato ancora più rotondo, ma sceglie di gestire energie e vantaggio. Il Giugliano, dal canto suo, commette errori individuali anche grossolani e non riesce praticamente mai a rendersi pericoloso dalle parti di Cerofolini, oggi autentico spettatore non pagante.
All’80’, Rastelli sostituisce un generosissimo Della Morte, apparso decisamente in crescita ma ancora bisognoso di maggiore cattiveria sotto porta, con Bianchi. Quest’ultimo, nel finale, riesce a ritagliarsi ben due occasioni, colpendo anche un palo e sfiorando la gioia personale.
Al triplice fischio è 2-0: il Bari porta a casa tre punti importanti e, soprattutto, si lascia alle spalle la disfatta di Salerno, evitando che quella rimonta subita potesse lasciare ulteriori strascichi.
Adesso, però, la parola d’ordine deve essere una sola: CONTINUITÀ. Perché vincere queste partite è importante, ma bisogna dare seguito ai risultati e dimostrare di aver imparato dagli errori commessi.
Un ultimo appunto per il mister, che resta anche un interrogativo: perché non dare spazio ai giovani proprio in gare come questa? Quando il risultato è al sicuro e l’avversario non sembra in grado di riaprire la partita, concedere minuti ai ragazzi può rappresentare un’occasione preziosa. Non soltanto per farli crescere, ma anche per dar loro fiducia e morale.
Perché il futuro si costruisce anche così.