
Bari, la Curva Nord replica a De Laurentiis: «Noi non siamo criminali»
Tensione e profonda amarezza, è il clima che si respira attorno alla tifoseria organizzata del Bari all’indomani delle recenti dichiarazioni di Aurelio De Laurentiis sul mondo ultras.
Parole che hanno innescato la ferma risposta della Curva Nord, da cui s’è alzato un coro chiaro e senza filtri: «Noi non siamo criminali».
Un urlo d’orgoglio per difendere un’identità spinta dall’amore viscerale per la maglia, rifiutando ogni etichetta di illegalità.
Numeri da Serie A e un ruolo sociale dimenticato
I fatti parlano chiaro: Bari non è una piazza qualsiasi. Nonostante le passate Serie B, il “San Nicola” ha registrato medie da quasi 30.000 spettatori a partita, toccando vette da capogiro come i quasi 60.000 tifosi per una finale di playoff e oltre 30.000 presenze perfino per uno scontro salvezza ai playout.
Numeri che dimostrano quanto il calcio a Bari vada oltre il semplice fatturato. Una squadra di calcio è un’azienda, certo, ma è prima di tutto un bene comune con una funzione sociale e d’aggregazione fondamentale per l’intera comunità, forse questo aspetto si sta un pò dimenticando.
Ed è proprio qui che sorge la domanda spontanea: in un calcio sempre più freddo e proiettato al business, dove è finita oggi l’aggregazione? Sminuire un popolo che vive e respira per questi colori significa dimenticare il cuore pulsante dello sport.
Si coglie l’occasione per ricordare l anniversario del grande/mitico Igor Protti.