
Bari tra il sogno e le ombre sul futuro: una piazza in subbuglio
Quando la politica societaria, i numeri di una piazza da capogiro e la passione viscerale di una piazza s’intrecciano, la partita vera finisce per giocarsi ben oltre i novanta minuti di gioco.
Il weekend in casa Bari ne è la dimostrazione evidente: un concentrato di ambizioni, strategie e una tensione di fondo che non accenna a placarsi.
Sul campo, la risposta della squadra si sta rivelando concreta: primo posto in classifica a braccetto con il Potenza dopo sette giornate, complici i passi falsi di Sorrento e Casarano. L’innesto di un dirigente esperto come Pierpaolo Marino nel ruolo di DS ha impresso ( si spera ) una chiara bussola tattica e pragmatica al gruppo. L’obiettivo operativo resta unico e senza fronzoli: centrare subito la promozione in Serie B.
All’esterno del terreno di gioco, tuttavia, la situazione societaria presenta contorni decisamente più complessi:
L’interesse USA e lo stadio San Nicola: Secondo quanto riportato da La Gazzetta del Mezzogiorno, si registrerebbero contatti embrionali tra Filmauro e un fondo d’investimento statunitense. La squadra di calcio al momento non rappresenterebbe il core business primario dell’operazione, ma lo stadio San Nicola come contenitore per eventi e il club come volano commerciale stuzzicano l’interesse degli investitori oltreoceano.
La scure del Tribunale: In vista dell’udienza del 1° ottobre per la richiesta di liquidazione giudiziale, la famiglia De Laurentiis risponde precisando il proprio impegno e garantendo la copertura finanziaria di un milione di euro al mese fino a giugno.
Il paradosso della multiproprietà: Sullo sfondo si apre un dilemma strategico non da poco. Un’eventuale scalata verso categorie superiori renderebbe la convivenza con il Napoli impossibile per le norme sulla multiproprietà. A Napoli prende piede l’ipotesi che si possa cedere la società partenopea — acquistata a suo tempo per 30 milioni e oggi valutabile oltre 2 miliardi — per concentrarsi sul progetto pugliese garantirebbe un ritorno economico straordinario, oltre il 6500% sul capitale investito.
In questo complesso incastro di numeri e proiezioni, l’elemento che continua a mancare è la serenità dell’ambiente.
Nonostante il primato in classifica e la rotta tracciata verso il salto di categoria, la tifoseria barese mantiene infatti una linea di forte contestazione nei confronti della proprietà Filmauro, evidenziando una frattura che nemmeno i risultati sportivi immediati sono finora riusciti a sanare.